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I tesori della Biblioteca del Castello Bolognini

I tesori della Biblioteca del Castello Bolognini
Entrare nella sala della Biblioteca del Castello Morando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano è come fare un viaggio nel tempo.

La sala è ampia a pianta rettangolare, con volta a botte decorata con motivi nobiliari.

Tre pareti della stanza sono rivestite da armadi in legno chiusi da ante nella parte inferiore, aperti invece in quella superiore.

Questi non sono gli armadi originali perché quelli risalenti al XVII secolo sono andati distrutti nel 1911 in seguito ad un incendio che ha danneggiato anche una parte del patrimonio librario.

Nella biblioteca sono conservati circa 2.000 volumi, molti dei quali databili tra il Seicento e il Settecento e trattano principalmente tematiche legate all’agricoltura.

L’interesse di questa raccolta consiste nel fatto di essere la biblioteca di casa di una famiglia di origine feudale e la collezione testimonia gli interessi culturali dei proprietari del maniero.

Ad oggi per avere informazioni sull’entità di questo prezioso patrimonio librario, l’unico saggio disponibile è quello introduttivo ad un primo catalogo, purtroppo interrotto per mancanza di fondi, redatto da Giliola Barbero ed Edoardo Barbieri, docenti dell’Università Cattolica.

I libri più antichi posseduti dai conti Morando Bolognini non sono conservati al Castello ma fanno parte del fondo della Biblioteca Trivulziana di Milano.

Nella Biblioteca del maniero si conservano manoscritti datati a partire dal XVIII secolo, cinquecentine e numerose edizioni stampate sino alla prima metà del XIX secolo.

Tra i manoscritti vanno segnalati due interessanti diari di viaggio nell’Europa del Nord attribuiti al conte Gian Giacomo Bolognini, dati per dispersi nell’incendio divampato nel castello nel 1911, ma che si sono fortunatamente salvati.
Sono intitolati Viaggio in Norvegia e Viaggio in Scozia e risalgono agli anni 1826 e 1827.

Per quanto riguarda le cinquecentine, ci troviamo di fronte a un tesoro inestimabile, perché sono conservate alcune edizioni “aldine” pubblicate nel XVI secolo da Aldo Manuzio o dai suoi eredi, un’importante famiglia di stampatori veneti, quando Venezia era considerata la capitale della stampa.

Le edizioni del Seicento sono 12 e, insieme a quelle più numerose del Settecento, affrontano temi che vanno dalla religione, alla storia, all’erudizione.

Non mancano altri esempi di pregiate edizioni dei secoli successivi, come due Remondini di Bassano del Grappa, esempi del lavoro di un’altra celebre famiglia di stampatori, oltre alla preziosa edizione della quarantina de “I promessi sposi”, la prima con in appendice “La storia della colonna infame”, saggio storico del Manzoni sulla peste del 1630.

Interessante dal punto di vista delle scelte culturali dei Bolognini è la presenza della raccolta completa dei 118 numeri del Conciliatore, la rivista Milanese che dal 3 settembre 1818 al 18 ottobre 1819 era stata la voce degli intellettuali liberali e anti austriaci, aperti alla nuova corrente del Romanticismo europeo.

Un particolare degno di nota è anche la presenza di libri in francese e latino.

Questo tesoro libraio di nobile famiglia testimonia come all’interno di una biblioteca si possano fare scoperte interessanti: i libri e i documenti fanno parte del nostro patrimonio culturale senza il quale la storia e la bellezza dell’arte sarebbero meno comprensibili.

Fonti Bibliografiche:

- "Castello e Castellani" di Luigi Degano
- "Scrigni di Sapere e di Bellezza " Daniela Fusari - Antonio Mazza - Prologo di Ferruccio Pallavera

Foto di Copertina e Galleria di Jacopo Caserini
 

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