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Storia e Personaggi: La Contessa Lydia Caprara

Storia e Personaggi: La Contessa Lydia Caprara
Chi era la Contessa Lydia Caparara, moglie del Conte Gian Giacomo Morando Bolognini, restauratore del Castello di Sant'Angelo Lodigiano?

Conosciamola insieme tra arte, amore per Sant'Angelo e volumi di spiritismo.

Lydia nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1876 da Edoardo Caprara e da Elena Laurin.

Alla fine dell’Ottocento la Contessa si trasferì a Roma insieme ai genitori, alle sorelle Alice ed Emma e al fratello Enrico.

All’età di soli 16 anni si unì in matrimonio al Conte Gian Giacomo Morando De’ Rizzoni Attendolo Bolognini che in seguito verrà eletto deputato per cinque legislature occupandosi in particolar modo di problemi agricoli e postali.

I novelli sposi abitavano a Milano nel palazzo in via S. Andrea, acquistato dal conte nel 1903 ma soggiornavano spesso a Vedano al Lambro, nella villa di Bruciano in Val Cecina e anche nel Castello di Sant’Angelo Lodigiano, dove, a partire dal 1899, diedero inizio ai lavori di restauro.

Il Conte Gian Giacomo Morando Bolognini intendeva restituire al Maniero Santangiolino, da decenni in stato di abbandono, l’aspetto quattrocentesco, per dare vita ad una casa-museo da abitare, secondo una moda molto diffusa all’epoca.

Il 22 ottobre 1919 alla morte del Conte Gian Giacomo Morando Attendolo Bolognini, solo da pochi giorni senatore, la Contessa Lydia, rimasta vedova e senza figli, non si arrese e  volle continuare i lavori di restauro.

Provvide a sistemare la raccolta d'armi, di mobili e di opere d'arte portando così a termine il lavoro iniziato dal marito.

Adempiuto il desiderio del suo compianto consorte, nel 1933 donò il Castello e tutti i suoi beni in Sant'Angelo all’Istituto di Genetica per la Cerealicoltura per la creazione di una Fondazione da intitolarsi a nome del marito.

La Contessa Lydia amava Sant’Angelo come la propria terra e ciò lo si comprende dai suoi importanti interventi per la nostra cittadina.

Mantenne e sviluppò nel Castello la “Scuola d’Arte e Mestieri” sorta nel 1901. Con questa “scuola professionale” e all’avanguardia, crebbe la qualità e la bravura degli alunni

La Contessa affidò altresì a don Nicola De Martino il compito di ultimare la sistemazione e la catalogazione delle opere d’arte e della biblioteca del Castello; dopo sei anni, e sull’entusiasmo dell’avvenuta Beatificazione di Madre Francesca Cabrini, venne inaugurato il 19 marzo 1939, nei saloni superiori del Maniero, il Museo Cabriniano o della Pace. 

La vedova Lydia, donna di alta aristocrazia, ma anche di grande carità, nel 1920 fondò su una vasta proprietà del bresciano (dalle parti di Chiari), un grande Orfanotrofio per gli orfani di guerra.

Spirò nella villa di Vedano al Lambro il 30 Gennaio 1945, e con essa scomparve l’ultima erede degli Attendolo Bolognini.

Nobildonna, appassionata lettrice di volumi di esoterismo evocava gli spiriti circondata dai suoi libri di astrologia, di alchimia e di scienze occulte.
Amava organizzare serate esclusive in compagnia della nobiltà milanese davanti ad una sfera di cristallo per predire il futuro.

E forse, proprio per tale passione, nella notte tra il 21 e il 22 giugno del 2007, solstizio d’estate, ignoti profanatori, entrati nella chiesa di Santa Maria delle Selve a Vedano al Lambro,  scelsero la tomba in cui riposano i resti della Contessa e, dopo aver sollevato un lastrone di pietra pesante una decina di quintali, si impadronirono dello scrigno d’argento della nobildonna e lo abbandonarono vuoto.

Cosa c’era in quello scrigno? Resta un mistero. Forse proprio alcuni oggetti ritenuti di valore esoterico.


BIBLIOGRAFIA:

- "Castello e Castellani" di Luigi Degano
- Articolo "Il Ponte" di Achille Ferrari



 

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