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La Chiesa di San Bartolomeo ricorda Don Nicola de Martino

La Chiesa di San Bartolomeo ricorda Don Nicola de Martino
Giovedì 16 settembre alle ore 21.00 nella Chiesa di San Bartolomeo, in occasione della celebrazione della Festa della Madonna Addolorata, verrà ricordato don Nicola de Martino, Sacerdote che ha svolto il suo ministero a Sant’Angelo e verso il quale la nostra Comunità nutre una particolare stima e gratitudine.

Ripercorriamo la vita di questo uomo caritatevole e promotore di cultura:

Mons. Nicola de Martino nacque a S.Angelo Lodigiano il 3 giugno 1892.
Barasino puro passò gran parte della vita nel suo paese che gli era molto caro.
Comprese le esigenze dei tempi nuovi, indirizzò la sua attività sacerdotale anche fuori dalla sfera religiosa e si interessò vivamente alla vita di Sant'Angelo.

Fu fervido propulsore di varie iniziative sociali, artistiche e culturali e nel 1938 fondò la "Pro Loco" per tenere alto il prestigio del paese attraverso le manifestazioni e per mettere in valore l'operosità degli artigiani locali.

Sacerdote attento e caritatevole esortò sempre i parrocchiani a conservare la fede dei padri e ad amare il proprio paese.

Operò prima nell'allora vecchio e storico Oratorio di via S. Bartolomeo e poi col prevosto Mons. Rizzi curò la costuzione dell'Oratorio S. Luigi (inaugurato nel settembre 1924) e collaborò alla grande realizzazione dell'odierna Basilica.

Divenuto direttore dell'oratorio, organizzò campeggi alpini, tornei di calcistici che convogliavano all'oratorio tutto il paese, diede vita anche al doposcuola, alla colonia elioterapica e agli scout chiamati "Esploratori" .
Fu altresì coadiutore nel rione S.Martino, cappellano presso l'orfanotrofio delle Suore Missionarie del Sacro Cuore.

Don Nicola, ormai nel pieno della maturità, lasciò l'oratorio per occuparsi della parrocchia: la sua figura è particolarmente legata alle celebrazioni cabriniane del 1938, 1947, 1950 in occasione della beatificazione, della canonizzazione della Santa e del centenario della nascita; non mancò anche di adoperarsi, con gusto artistico non indifferente, allo splendore del tempio a Lei dedicato e alla creazione nelle sale superiori del Castello del Museo Cabriniano o della Pace (marzo 1939) in collaborazione con la prof.ssa Maria Luisa Perduca .

Uomo di fiducia della Contessa Lydia Morando Bologini, don Nicola ultimò la sistemazione e la catagolazione delle opere d'arte, si dedicò alla cura del Castello e srisse il libro "S.Angelo e il suo castello" (1958).

Un aspetto poco conosciuto è che buona parte della diffusione del cinema tra i santangiolini la si deve a lui: prima, con la chiusura al culto nel 1925 della Chiesa di S. Marta (demolita nel 1966) che venne utilizzata come Salone Parrocchiale e dove don Nicola sapeva intrattenere e divertire i giovani d'allora arricchendo con i suoi commenti, i primi film muti che vi proiettava. Poi, negli anni seguenti, essendo completato il nuovo Oratorio S.Luigi, don Nicola vi proiettava i film con la macchina "Cinema Imperator" comprata a proprie spese.

Durante l'ultima guerra fu dapprima cappellano militare e nel periodo della Resistenza lo fu per i partigiani.

Si prodigò nell'assistenza ai soldati, ai prigionieri e ai partigiani e il 22 Dicembre del 1944 i fascisti repubblicani lo arrestarono per avere fornito aiuto ai prigionieri fuggiti. Ma tutto finì bene e il 5 gennaio 1945 fu rilasciato.

Di queste sue instancabili ed eroiche attività sono testimonianze le onorificenze conferitegli dalla Santa Sede (che lo nominò Cameriere del Papa), della Repubblica Italiana e dell'Amministrazione Comunale la quale, rappresentata dal sindaco Mario Beccaria, in occasione del 6° Congresso Eucaristico di zona, il 23 settembre 1962 lo dichiarò cittadino benemerito conferendogli la medaglia d'oro di "difensor civitatis".

Morì a Milano nella Clinica Columbus di M. Cabrini nel 1962.

A Sant'Angelo lo si ricorda ancora oggi come il prete dei giovani, dei soldati e della Resistenza, pronto a sacrifare la vita per salvare il suo paese.

Fonti Bibliografiche:

- "Una Borgata Storica" di Giacomo Bascapè.
- "Articolo il Ponte" di Achille Ferrari



 

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